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Zago on the cross(performance fotografica di body art) 2008

PREMESSA:Prima di osservare l'immagine un po' cruda e per molti versi anche irriverente del mio corpo non esattamente atletico,leggete i contenuti scritti da essa generati. Gianantonio Marino Zago
June 12 2018

 
 

Zago on the cross(performance fotografica di body art)

 

  Premessa:Prima di osservare l'immagine un pò cruda e per molti versi anche irriverente del mio corpo,non esattamente atletico,leggete i contenuti scritti da essa generati.E' importante che lo fate, per capire il perche' ho voluto presentarmi anche in questo aspetto ,per me pur sempre artistico.

Zago crocifisso “per l’arte e per il niente”Testo critico di ROSA SPINILLO-Salerno 20 settembre 2008    Zago crocifisso e la libertà d’arte, una performance mistica in nome dell’arte. Nel contempo la glorificazione della forca, sofferenza dell’artista in chiave ironica  e moderna. Perché per quando mi sforzi di osservare Zago crocifisso, l’irriverente visione del suo pancione desta in me una certa ilarità. Mi par di rivedere il “sileno ebbro” di Jusepe de Ribera, ma tu Zago sei solo ebbro d’arte, un artista pensante, che medita la condizione dell’ uomo del suo tempo. La tua è  forte  denuncia  sull’attuale decadenza della società contemporanea, riflessione sul crollo dei valori e conseguente morte di Dio. Tutto questo si rispecchia nell’arte odierna; altrimenti non ci sarebbero la “rana crocifissa” del Museion di Bolzano e non ci saresti nemmeno tu con la tua performance e neppure gli altri artisti che ti hanno preceduto. Sotto l’apparente ironia dell’ azione artistica, c’è il  pensiero dell’uomo contemporaneo, il dolore come riflesso dell’artista moderno. Tu stesso Zago mi hai scritto le motivazioni del tuo gesto, voglio citarle per intero: “Allora provo a spiegarti un po' l'origine e i motivi che mi hanno portato in croce . A marzo di quest'anno (2008) ho visto in una televisione privata uno spezzone del “Gesu’”' di Zeffirelli. In negozio ripensando a quelle scene cruente della crocefissione mi immaginavo che io fossi uno dei due ladroni a fianco del Cristo.Cercavo di capire si fa per dire, la sofferenza dei chiodi piantati con brutalita' nelle carni, il sollevamento della croce con gli inevitabili dolori di quella postura. Infine la lenta agonia davanti ad una moltitudine di curiosi e morbosi farisei. Credimi ho avuto attimi di rabbrividimento solo a forzare l'immaginazione. Poi ho pensato come gli altri da terra mi vedessero e qui e' stato un'attimo pensare ad una foto .Da buon digitalista prima penso alla sceneggiatura e ai modi esecutivi e poi passo all'azione. Ho preso allora 2 grandi tavole di legno doussie' scuro,le ho inchiodate a mò di croce e poggiate contro la parete bianca dello studio,leggermente inclinate perche' non cadessero. Ho posizionato di fronte alla croce su di un alto sgabello la Minolta digitale pronta all'autoscatto di 10 secondi.Mi sono spogliato nudo,faceva molto freddo ma non lo avvertivo per la forte emozione che mi pervadeva.Ho premuto il pulsante di scatto e sono corso alla croce incrociando le gambe aprendo le braccia e reclinando un po' la testa,ho visto la lucetta rossa che finiva di lampeggiare ed un flasch sparato in faccia. Poi vado a guardare la foto e un braccio risultava fuori asse rispetto alla parte orizzontale della croce,quindi ho ripetuto un'altro scatto che e' risultato definitivo.Eccitato sono andato al computer per scaricare lo scatto e solo allora mi sono reso conto che ero ancora nudo.Dopo essermi rivestito,sono passato all'elaborazione digitale dove ho inventato si fa per dire i chiodi e il sangue, oltre a particolari di modifica della croce e del fondo. Tutto sommato non mi interessava la perfetta qualita' tecnica quanto fermare un momento per me mistico. Adesso so come mi vedrebbero i farisei nel momento di cessare la vita terrena.
La cosa doveva essere fatta in presenza di tanta gente,ma non si poteva fare simile alla realta' e poi sarebbe stata una scena gia' vista in qualche film,il mio invece era un gesto spirituale, se vogliamo un gesto artistico a simboleggiare la sofferenza.Per adesso posso dirti che al momento mi sono crocefisso per l'arte e per il niente...........” Ecco lo Zago pensiero “ Crocefisso per l’arte e per il niente” Sono queste parole che mi fanno riflettere e che dovrebbero far riflettere!! Il dolore avvertito da Zago è il dolore dell’intero genere umano, ma un dolore di cui solo l’Arte è capace di tirarcene fuori! Arte come modus vivendi e modus operandi, per vivere meglio e risolvere i conflitti arte e vita. Zago non s’identifica in Cristo, ma in uno dei due ladroni, non  ha mai pensato lontanamente  di prendere il suo posto o  d’identificarsi in esso. Zago è un comune peccatore come tanti non ha nulla di divino è semplicemente umano, uno di noi. Secondo le sacre scritture “non c'è stata una crocifissione "privilegiata" per Cristo e una crocifissione "comune" per i ladroni. Cristo è stato cioè crocifisso come gli altri condannati: sullo stesso tipo di croce e nell'identico modo. La croce, oltre ad essere uno strumento di tortura, aveva funzione "deterrente" per scoraggiare le rivolte  e l'inosservanza delle leggi.In quell' ottica era del tutto illogico far riposare "comodamente" i piedi del condannato-torturato.  Nei primi dipinti della Storia dell’Arte troviamo un Cristo dal volto gioioso e con il capo ritto.Quel volto esprimeva il concetto di redenzione nella beata sofferenza: il sublime appagamento per una morte attesa che doveva compiersi (profezia veterotestamentaria). La teologia della croce, che consacra al culto la pena di morte, ha poi modificato nel capo reclinato di Cristo anche l'espressione e la direzione del volto. I condannati, tra le varie crudeltà, subivano anche lo svestimento. I chiodi conficcati nella carne sono peggio delle scudisciate cagionano un maggior pathos, esaltano il martirio e infondono "inconsciamente" il dolore della Passione. La passione per Zago è il dolore di fronte a chi non comprende, è la sofferenza dell’artista che non vede riconosciuto il proprio lavoro, è  dolore per l’ intolleranza verso le diversità, è  dolore per l’indifferenza dei più, è grido solipsistico della propria condizione umana e superamento dell’ apparente “non sense” della vita. Zago crocifisso sembra voler dire: “ Io sono, Io esisto, Io soffro perché nessuno si accorge di me? “ Il senso eccolo….il suo momento mistico. Ma del Cristo ignudo non desidero scrivere. Anzi, per deontologia, mi piace considerare "artisticamente corretta" l'alterazione dell'immagine. La morte di Dio nel gesto di Zago  è intesa solo come morte dell’Arte e denuncia del sistema dell’arte. La ricostruzione  ironica di Zago è  un messaggio sconvolgente che vuole scuoterci, indurci a sperare.., per niente blasfema. Chi si scandalizzerà sarà solo qualche moralista da quattro soldi, analfabeta dell’arte e della libertà d’arte. (ROSA SPINILLO) 

                                      
 Jesus Maria Serrano Romero on January 15,2010.  The digital work has the same interest as the oil on canvas. It's a mistake to believe that an etching is less than a painting or a print. The supports are the supports and the materials are there to be used and the service of artists.
    Zago humbly says he has done is simply a show humorous but has done much more, has shown us the idea that has been laid bare before us, there is no need to buy a large canvas, tubes of oil paints and brushes, place them on an easel and jump into during a month, to do what technology allows you to do in much less time: how important is the idea, the creative process and outcome.?
    I still insist, I think a work worthy of a genius. 
   La obra digital tiene el mismo interés que el óleo sobre lienzo. Es un error considerar que un pastel es menos que un óleo o un grabado. Los soportes son los soportes y los materiales están ahí para ser utilizados y al servicio de los artistas.
    Humildemente Zago dice que lo ha hecho es simplemente un montaje humorístico pero ha realizado muchísimo más, ha mostrado la idea, se ha desnudado ante nosotros, no es necesario que compre un gran lienzo, tubos de óleos y pinceles, los coloque sobre un caballete y se tire un mes para realizar lo que la tecnología le permite hacer en mucho menos tiempo, lo importante es la idea, el proceso creativo y el resultado.
    Sigo insistiendo, me parece una obra digna de un genio.



  AMALFI 2006(exibition international artists)   From the catalogue of the exhibition tribute to Ibsen

 VERONA ,photo by G.M.Zago.   Verona,the city of the love.

 From ZAGO and YOUR Friends 4 dicembre 2011 ·   Londra, 3 dicembre 2011 ZAGO AND YOUR FRIENDS – ESPOSIZIONE LAVORI - UPDATE

 My digital works.   Attempt to recover as many as possible my digital works.

 Some Works year 2017   Polimateryal and collage on my works

Artworks Styles : Digital - Photo - Potrait - Photorealism - Very Nature



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