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INVITO AD ESPRIMERE LA PROPRIA VISIONE DELL'ARTE IN G.LE E QUELLA DETTA "ASTRATTA" IN PARTICOLARE.

ANEDDOTO INSONDABILE CONCERNENTE L'ARTE E UN SUO PERSONAGGIO INFLUENTE (PALAZZO DI TOKIO A PARIGI) E TENTATIVO DI RISPOSTA. Pellegrino - Leda
http://www.PellegrinoLeda.com - January 26 2014

  Un amico raccontava che secondo questa personalità di prestigio (del più branché dei centri d'arte francesi), "LA CREAZIONE ARTISTICA NON FOSSE MAI STATA COSI' LIBERA!" Cosa ne pensi?
  La piena autonomia di pensiero e d'azione, in arte indispensabile, non è prerogativa di rari eletti, sebbene il raggiungimento della chiarezza razionale si debba meritarla. L'esercizio di un'assoluta libertà, superiore a ogni considerazione, non potrebbe mai concorrere a generare una qualsivoglia opera d'arte né condurra alcuno a qualche buon fine. Nel glossario cinese, ad esempio, l'entità astratta "Libertà" è un neologismo, evidenziando l'universalità dei concetti, non necessariamente dei vocaboli che li definiscono, raggiungibili nella loro sostanza senza conoscerli né bramarli: E' ognuno, semmai, ascoltando la propria esigenza interiore che aspira acquisirli, averli insiti in sé. E' ovvio che chiunque operi in ambito artistico o scientifico, nutra le proprie ricerche di sperimentazioni. Non conosco altri processi cognitivi. Mentre l'innovazione in arte al contrario è un discorso insulso.
- UN GIORNALISTA GLI CHIESE: "Il grande pubblico ha difficoltà a comprendere, a concepire l'arte. potrebbe dare qualche riferimento?" CITO DI MEMORIA LA SUA RISPOSTA: "PER CAPIRE L'ARTE, NON SI E' COSTRETTI A CONOSCERE PICASSO, PIU' VICINO AL XX SECOLO CHE AL NOSTRO. INVECE NON SI PUO' IGNORARE DUCHAMP E WARHOL." E infine: "L"arte contemporanea sarebbe dunque un riflesso della società?" "SI. ESSA METTE IN PROSPETTIVA IL NOSTRO MODO DI VIVERE E DI VEDERE."
   Avrei una valutazione in merito, ma la terro' in serbo... Ebbene ve la consegno, decidete voi. E' probabile che... il "POTERE" lo faccia vaneggiare.
- All'inizio del XX secolo per l'appunto, a due anni d'intervallo, nascono sotto il pennello e la piuma di due geni di 26 anni. "LES DEMOISELLES D'AVIGNON" (Giugno 1907) di PABLO PICASSO, e LA RELATIVITA' di ALBERT EINSTEIN. Il primo ha firmato l'atto di nascita del CUBISMO sconvolgendo la pittura. Il secondo fonda la TEORIA DELLA RELATIVITA' rivoluzionando la fisica.
  Picasso ha dipinto la Relatività di Einstein? Questa emergenza quasi simultanea dell'arte e delle scienze moderne sarebbe pura coincidenza oppure queste invenzioni sono legate? Questi alcuni degli interrogativi ancora insoluti. Fatto sta che Cubismo e Relatività hanno creato una rappresentazione del mondo straordinariamente affine e cosi radicale... allo stesso momento.
- E' fantastico! Pero non riterrai mica che esista un'armonica distribuzione cosmica della conoscenza?
- A volte la natura svela invece di celare.
- Senza dubbio si tratta di una circostanza concomitante inverosimile che desta in me un acceso interesse, convinto che non esista neanche una probabilità sui miliardi di abitanti della Terra che un tale evento possa riprodursi. Non potendo escludere alcuna ipotesi, considererei che l'artista e lo scienziato, postosi medesimi quesiti, ciascuno abbia dato una versione analoga avendo scoperto, sotto lo strato superficiale di apparenze, La Realtà, espressa con i propri strumenti di esplorazione del mondo e dell'Universo.
- "E' una ipotesi condivisibile" Si senti rispondere l'amico comune Bernard, e lasciavasi sfuggire: "Medicina e arte non distano alquanto..."






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